Decreto sicurezza 2025: cosa prevede sui locali notturni?

In questo articolo:

Il decreto sicurezza 2025, in merito alla sicurezza dei locali notturni, in seguito ai recenti fatti di cronaca ha acquisito maggior rilevanza.

La sicurezza è sempre un tema centrale per la tutela delle persone e per la responsabilità dei gestori. Non è solo una questione organizzativa, ma un obbligo normativo che coinvolge gestori, organizzatori di eventi e addetti alla sicurezza.

Decreto sicurezza 2025 sui locali notturni

Ogni sera migliaia di persone si concentrano in spazi chiusi, spesso in condizioni di affollamento, rumore e scarsa visibilità. In questo contesto, anche una piccola criticità può trasformarsi rapidamente in un’emergenza. Per questo la legge italiana ha costruito un sistema articolato di regole e responsabilità per prevenire incidenti e garantire l’incolumità delle persone presenti.

Comprendere cosa dice la legge diventa quindi fondamentale, soprattutto per chi opera in un contesto aperto al pubblico: è essenziale per prevenire rischi e tragedie.

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana e le lezioni sulla sicurezza

La recente tragedia di Crans-Montana ha attirato l’attenzione dei media, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni e sugli eventi ad alta affluenza.

Durante i festeggiamenti di capodanno in un locale, una situazione di sovraffollamento e una gestione complessa degli spazi, si sono rivelati fatali per il pubblico presente dinnanzi ad un incendio degenerato in un flashover. Questo confronto evidenzia come la prevenzione non possa essere lasciata al caso, ma debba basarsi su regole chiare e controlli costanti.

È fondamentale chiarire che l’accaduto si è verificato in Svizzera e che non è detto che la legislazione svizzera coincida con quella italiana. In Italia esiste un quadro normativo molto dettagliato, che attribuisce responsabilità precise ai gestori e impone misure di sicurezza strutturali e organizzative rigorose.

Cosa dice il nuovo decreto sicurezza 2025 sui locali notturni?

Il Decreto sicurezza 2025, noto anche come decreto Piantedosi, ha introdotto misure per rafforzare la sicurezza pubblica nei locali notturni e nei pubblici esercizi. Ha posto più attenzione alla prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo all’interno e nelle immediate vicinanze di bar, discoteche, ristoranti e altri spazi di aggregazione pubblica.

In merito al decreto sicurezza 2025 il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 gennaio 2025. Nel complesso, il decreto Piantedosi detta linee guida per un modello di “sicurezza collaborativa” che integra competenze dei gestori, forze dell’ordine e autorità territoriali. L’obiettivo è quello di ridurre reati, tumulto o pericolo durante le attività di intrattenimento e garantire un ambiente sicuro per i frequentatori.

Novità introdotte dal decreto Piantedosi

Una delle principali novità riguarda l’individuazione di un referente della sicurezza per ciascun locale, figura di contatto privilegiato con le forze di polizia. Tale referente ha il compito di fornire informazioni sulle criticità e valutazione dei rischi. Deve inoltre comunicare eventi o situazioni in cui è previsto un significativo afflusso di persone, potenzialmente critico per l’ordine pubblico.

Il decreto enfatizza anche l’importanza di dotarsi di sistemi di videosorveglianza e di un’adeguata illuminazione delle aree interne ed esterne. Questo è utile per agevolare sia la prevenzione di comportamenti illeciti sia l’intervento delle forze di polizia.

Viene inoltre raccomandata l’adozione di un “codice di condotta” dell’avventore, un insieme di regole di comportamento da far rispettare ai clienti. Ad esempio il divieto di introdurre strumenti atti ad offendere o di ostacolare le uscite di sicurezza. Questo codice deve essere esposto in modo ben visibile all’interno dei locali e può essere pubblicizzato anche attraverso i siti web degli esercenti.

Adesione volontaria al decreto sicurezza 2025: i vantaggi

Importante notare che l’adesione alle linee guida non è obbligatoria per legge, ma volontaria. Ciò significa che bar, discoteche e altri locali possono decidere di adottare le misure proposte per allinearsi a un modello condiviso di sicurezza.

Pur non introducendo obblighi stringenti specifici per i locali notturni, le linee guida fornite offrono strumenti e indirizzi per rendere i luoghi di aggregazione più sicuri. Riducono i rischi di episodi critici e promuovendo una cultura di prevenzione condivisa.

Questa adesione volontaria può portare anche vantaggi concreti. Di fatti i protocolli definiti a livello locale e coerenti con le linee guida ministeriali sono fattori che le autorità possono considerare nel valutare misure più severe, come la sospensione della licenza di un locale che rappresenta un pericolo per l’ordine pubblico.

Quali sono le 4 tipologie di misure di prevenzione e protezione

La legge italiana distingue quattro tipologie di misure di prevenzione e protezione. Solo l’integrazione di tutte queste misure consente di creare un ambiente realmente sicuro.

  1. Le misure tecniche riguardano la conformità delle strutture, degli impianti elettrici, dei sistemi antincendio e di illuminazione di emergenza.
  2. Quelle organizzative interessano la gestione dei flussi di ingresso e uscita, il controllo delle capienze e la pianificazione delle emergenze.
  3. Le procedurali definiscono le regole operative da seguire durante l’attività del locale e in caso di situazioni critiche.
  4. Le misure formative assicurano che il personale sia adeguatamente preparato a riconoscere i rischi e a intervenire in modo corretto.

Decreto sicurezza 2025 sui locali notturni

La sicurezza nei locali notturni secondo la normativa italiana

In Italia la sicurezza dei locali aperti al pubblico rientra nel sistema della sicurezza sul lavoro e della tutela della salute e dell’incolumità delle persone.

Il gestore del locale assume il ruolo di garante della sicurezza e deve adottare tutte le misure necessarie per ridurre i rischi prevedibili. La normativa non si limita agli aspetti strutturali, ma coinvolge l’organizzazione interna, la formazione del personale e la gestione delle emergenze. La sicurezza diventa così un processo continuo, che richiede attenzione costante e aggiornamento.

Che autorizzazioni servono per una discoteca?

Aprire una discoteca richiede il rispetto di numerose autorizzazioni per locali notturni, che coinvolgono diversi enti e autorità. Sono necessarie:

  • autorizzazioni comunali per l’esercizio dell’attività,
  • permessi di pubblica sicurezza,
  • certificazioni legate alla prevenzione incendi.

Ogni autorizzazione verifica aspetti specifici, come la capienza massima consentita, la presenza di vie di fuga adeguate e la conformità degli impianti. La mancanza anche di uno solo di questi requisiti può comportare sanzioni amministrative, sospensioni dell’attività o responsabilità penali in caso di incidenti.

I compiti dell’addetto alla sicurezza in discoteca

L’addetto alla sicurezza in discoteca svolge una funzione operativa essenziale: non si limita al controllo degli accessi. Deve comprende la verifica del rispetto delle capienze, osservare il comportamento del pubblico e intervenire tempestivo in caso di situazioni critiche.

Durante un’emergenza, l’addetto alla sicurezza guida le persone verso le uscite e collabora con i soccorsi. La sua formazione e la sua presenza costante contribuiscono in modo determinante alla prevenzione degli incidenti.

Che ampiezza devono avere le uscite di sicurezza dei locali

Le uscite di sicurezza dei locali costituiscono uno degli elementi più importanti per la tutela delle persone. La normativa italiana stabilisce che l’ampiezza delle uscite deve essere proporzionata al numero massimo di persone presenti nel locale.

Vie di fuga insufficienti o mal segnalate possono rendere difficoltosa l’evacuazione e aumentare il rischio di panico. Una corretta progettazione delle uscite e una segnaletica chiara consentono di ridurre drasticamente i tempi di evacuazione e di limitare le conseguenze di un’emergenza.

Piano di sicurezza eventi: quando è obbligatorio

Il piano di sicurezza eventi diventa obbligatorio quando un evento comporta un livello di rischio superiore rispetto all’attività ordinaria del locale. Questo accade, ad esempio, in presenza di grandi afflussi di pubblico, ospiti particolari o eventi straordinari.

Il piano definisce in modo dettagliato l’organizzazione dell’evento, il numero e i compiti del personale addetto alla sicurezza, le modalità di gestione delle emergenze e il coordinamento con le autorità competenti. Il suo scopo è prevenire situazioni di pericolo e garantire una risposta efficace in caso di necessità.



Se gestisci un locale o organizzi eventi, approfondisci ora gli obblighi legati alla sicurezza nei locali notturni. Richiedi informazioni per tutelare il pubblico, evitare sanzioni e operare nel rispetto della normativa.

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